Giovedì 30 maggio 2019

Quando noi nei nostri pensieri – oppure quando gli agiografi o i biografi di santi o di bravi leader –  presentiamo a noi stessi e agli altri, uomini perfetti –  o, per meglio dire degli idoli o degli dèi, andiamo contro il volere dell’unico Dio, che rende santi gli uomini e degni di ammirazione i bravi leader. L’unica persona da seguire e da adorare è Dio. Chi si mette a seguire e ad adorare i santi non fa la volontà di Dio. I santi ci sono da testimoni, ci indicano dei criteri che ci servono in ogni momento della nostra vita, affinché  anche noi, come loro, possiamo vivere facendo la volontà di Dio. La prima cosa che il santo fa è riconoscersi peccatore e bisognoso dell’aiuto e del perdono di Dio e dei fratelli.

Quando sono presentati come dèi,  mi spiace dirlo, ma è un errore, frutto di una mentalità piistica e non cristiana della devozione del santo.