Lunedì 25 maggio 2020

Un passo dopo l’altro sulla neve alta, con gli scarponi pesanti e lo zaino in spalla: si va ad aiutare, a salvare, a confortare, a medicare. Tutto il corpo e tutta l’anima sono tesi, tanto che i muscoli doloranti non si sentono, il freddo non si sente. Tutto c’è, si percepisce la presenza di un Altro che fa incontrare chi ha bisogno di soccorso con il soccorritore. È il Salvatore che li fa incontrare e infonde gioia e forza in entrambi. Nel silenzio della montagna il miracolo avviene. Avviene tutto  là dove spesso solo pochi vedono.