Sabato 4 maggio 2019

Cosa vuol dire divertirsi? Secondo i dizionari è un ‘volgere ad altro’ oppure ‘distrarsi dal solito’. Quindi ha un accento presumibilmente negativo. Certe agiografie presentano i santi come persone lontane dai divertimenti; certi moralisti – e anche persone che io stimo tantissimo – affermano che il divertimento non è un bene. Per me divertirsi significa sì volgere, oppure distrarsi, ma nella mia esperienza è più un distrarsi dal non essere se stessi per arrivare ad esserlo; è uscire da un’abitudine che non ti fa avere un rapporto con Dio per iniziarlo, gustando la bellezza dello stare insieme ad altre persone gratuitamente, senza nessuno scopo o interesse calcolato, ma solo perché sono persone, amici o conoscenti. In questo senso –  forse sbagliato – intendo io il divertimento: imparare la gratuità, imparare la carità. Il vero divertimento della vita è donarsi o donare cose nostre con gioia. Che sia il tempo o altro, ma donare e donarsi per fare cose che non hanno uno scopo strategico o calcolato, ma semplicemente perché si amano veramente le persone con cui stiamo e non perché vogliamo usarle secondo il  nostro desiderio edonistico.